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Perché ci piace fumare?

2018-12-28

Perché ci piace fumare? Domanda fondamentale.Tutti infatti sembrano concentrarsi sul perché non dovremmo fumare. E quindi ci elencano i terribili danni provocati dal fumo.
Io, che sono abituato a ragionare in positivo, anche perché in natura il positivo prevale sempre sul negativo, proverò a rispondere a questa domanda.

Anche perché io stesso ho fumato per più di dieci anni, e ricordo benissimo cosa significasse la sigaretta, per me. Se ci penso ora, anche a distanza di tanti anni, ricordo ancora la sensazione che provavo nel prendere quel cilindretto, accenderlo, e godermi le sensazioni piacevoli che provocava.
Ricordo anche come mi sentivo aggredito, discriminato, violentato, quando volevano impedirmi di fumare. “Qui non si fuma”, “qui neanche”. Vedevo gli altri che si godevano la cena, la serata, il film, la festa, e io soffrivo come un cane.
Ma, un momento, la sigaretta non dovrebbe essere un piacere?
Certo che lo è, io infatti soffrivo perché non mi facevano fumare.
E allora perché più di metà delle persone non fumavano e non ne sentivano alcun bisogno?
Beh, che domande, perché loro avevano gusti diversi. A loro non piacciono le sigarette.
A me piacevano le sigarette, ad un mio amico piacevano le aragoste. Infatti tutti i giorni andava in giro con 20 aragoste attaccate al collo e doveva mangiarsene una ogni oraper non andare in crisi di astinenza.
No, in effetti c'è qualcosa non torna.

E tutti quei parenti, amici, professori, genitori, istituzioni, che continuavano a ripetermi: “lo sai che se fumi morirai di cancro, farai ammalare di cancro tua madre e tua figlia, provocherai l'estinzione dei delfini e l'aumento dello spred con il tuo alito di merda?”
Al che io non facevo che perdere sempre di più il rispetto per le istituzioni. Perché la sigaretta era parte fondamentale della mia vita, scandiva tutta la mia vita, ora dopo ora.
Era come se quei signori mi avessero detto che non dovevo fare sesso con le ragazze perché sennò rischiavo di prendere l’aids, o che non dovevo mangiare perché nel panino c'erano degli alieni. Insomma, non era una propaganda molto efficace.
Logico che mi sentivo confuso, incazzato, e sempre di più attaccato alla mia amata sigaretta, che in mezzo a tuto questo delirio, era l’unica certezza.
E non avevo alcun rispetto verso quelli imbecilli che mi giudicavano, senza sapere niente.

Voi che non avete mai fumato non avete idea di cosa si provi.
Stai lì, aumentano i minuti, e aumenta la voglia di fumare. Ti accendi una sigaretta, e lì per lì senti una sensazione di piacere, di sollievo. Spegni la sigaretta, e torni a fare le cose che facevi prima, tutto contento. Poi, dopo mezz’ora cominci a sentire di nuovo quel prurito, che si fa sempre piu intenso, e presto devi fumare di nuovo. Tutto questo va avanti ogni ora, ogni giorno, per tutta la vita.
E ad ogni sigaretta che fumi, ad ogni sollievo che provi, nella parte inconscia del tuo cervello vengono memorizzate delle associazioni. Pranzo-sigaretta, caffè-sigaretta, sesso-sigaretta, depressione-sigaretta, gioia-sigaretta.

E attenzione, perché qui ci cascano tutti. L’inconscio funziona in automatico. Non è che se ci ragioni, hai capito come funziona la cosa, allora la cosa si risolve. No.
Infatti tante persone cosa dicono: “ho capito che fumare è una cazzata, mi danneggia, de è solo una schiavitù, però il solo pensiero di smettere mi fa diventare così triste, perché a me piace tanto fumare, lo so che è stupido ma…”. No! Non è stupido.
E’ che magari la tua mente razionale ha capito che non deve più fumare e non vorrebbe farlo più, ma il tuo corpo, e il tuo inconscio desiderarlo ancora farlo.

Perché? Arriviamo alla domanda fondamentale: perché?
Per la banalissima azione di una sostanza psicoattiva: la nicotina.
Quando assumi nicotina, inalando il fumo, questa subdola sostanza comincia ad agire sui tuoi neurotrasmettitori, in particolare l'acetilcolina, responsabile della produzione di dopamina.
La dopamina è quella sostanza che provoca una sensazione di benessere e di sollievo.
Col tempo, il tuo cervello comincia a produrre dopamina sempre più sotto il comando della nicotina anzichè dell'acetilcolina.

Ecco perchè la gente ci casca. Perchè la cosa avviene gradualmente e soprattutto perché nessuno ti spiega cosa cavolo ti stia succedendo. Eh si, care testine di rapa, perché dire che forse ti ammalerai di cancro a 80 anni e che se fumi tua madre si arrabbia, non è una spiegazione molto convincente per un adolescente, non credete?

Ma torniamo al nostro novello fumatore, che senza saperlo ha il cervello modificato dalla nicotina. A questo punto é felice perché sembra che si sia realizzata una magia: hai una sostanza in grado di darti piacere tutte le volte che vuoi, l'unica cosa che devi fare é accenderti una sigaretta.
In realtà non è proprio così. Non puoi farlo tutte le volte che vuoi. Se fosse così bello infatti, noi potremmo accenderci una sigaretta quando ci pare e solo quando ci pare. Stare dieci giorni senza fumare e poi dire, “dai, questo weekend ci godiamo qualche bella sigaretta”. Come si fa con i viaggi, i videogiochi, il sesso, con tutti i veri piaceri della vita.

In realtà si tratta di una banalissima tossicodipendenza. Quando sei diventato dipendente, fumare per te non è più un piacere ma solo un sollievo, che consiste nel porre fine alla tua astinenza.
Il confine tra piacere e sollievo momentaneo è molto sottile, l'astinenza spesso non è molto forte, e tutto questo ci confonde ancora di più.
E anche il fatto che ci rendiamo conto di quanto il fumo faccia male, quando cominciamo a tossire, ad avere difficoltà nelle nostre attività sportive e cose anche peggiori in seguito, complica ulteriormente le cose, perchè genera in noi una dissonanza cognitiva che la nostra mente non può sopportare. Quindi ci convinciamo sempre di più che la sigaretta sia importante per noi e che ci dia un vero piacere.
La cosa brutta é che l'azione di questa droga col tempo, tende a farci provare sempre meno piacere in quelle che sono le azioni della nostra vita quotidiana.
Tipo quando andiamo al gabinetto, o quando entriamo in una stanza fresca in una giornata d'estate e così via. Tanto che pensiamo “si bello, ma ci vorrebbe anche una bella sigaretta”.

La verità è che a questo punto conviene smettere del tutto, e aspettare qualche giorno, in modo che la nicotina vada via dal tuo corpo, che tu possa tornare una persona libera e riappropiarti dei veri piaceri e sollievi che la vita può offrirti.
Il problema grosso è che, dopo mesi ed anni che fumi, anche il tuo inconscio è stato riprogrammato. Quindi, il solo pensiero di smettere ti renderà infelice. Sentirai un senso di vuoto, di lutto, in certe situazioni ti sentirai addirittura disperato.

E, lo ripeto, lo ripeto ancora e continuerò a ripeterlo finchè non vi entrerà in quella testaccia bacata: non si tratta qui della vostra mente razionale e controllabile, si tratta della vostra mente inconscia.
E' un meccanismo automatico, involontario, non importa quanto tu sia intelligente e quanta forza di volontà tu abbia. Quel senso di tristezza lo sentirai comunque.
L'unica soluione è abituarsi ad esso mentre stai ancora fumando. Ad esempio, mentre sei a cena da qualche parte, fermati un attimo e pensa come sarebbe bello non dovere uscire per andare a fumare.
Prova a dire a te stesso “andiamo a fumare, di nuovo. Come vorrei essere guarito e non essere più costretto a farlo”. Questi sono i messaggi giusti da dare alla tua parte inconscia.
Osserva poi i tuoi amici dentro il locale e prova a dire: “un giorno sarò anch'io come loro, non avrò più questo desiderio che mi rende schiavo. Che bello, grazie”.

Tutto positivo, niente privazioni, niente sensi di colpa, solo speranza e gratitudine. Questa può essere la strada giusta. Posso volerci mesi, anche anni, ma alla fine arriverai nella condizione migliore per smettere. Sapendo anche in anticipo che col passare dei giorni il desiderio fisico tenderà sempre più a sparire.

Purtroppo non si guarisce mai del tutto, al 100%. Alcuni danni possono essere permanenti.
In una certa misura, chi ha fumato resta per sempre un fumatore, come chi ha bevuto resta per sempre un alcolizzato.
Questo vale sopratutto per chi ha smesso usando la forza di volontà e il sacrificio. E quindi in realtà è ancora dipendente dalla nicotina.
Per questo é importante usare i metodi giusti, guarendo prima i processi inconsci e poi la parte fisica.

In questo modo, col passare degli anni, potrai arrivare alla doncizione in cui il 99% del danno sarà scomparso. Il tuo fisico e la tua mente saranno come quelli di una persona che non ha mai fumato, e sarai felice.
Rimarrà quell’1%, a ricordarti di quale immensa cazzata hai fatto tanti anni fa.

E, attenzione! Dico a voi che state annuendo e pensando “eh, si, come sono stupidi i fumatori, gli alcolisti, i drogati”.
No. Tu sei stupido! Noi almeno sappiamo bene cosa ci siamo persi, ci abbiamo sbattuto il muso e ne siamo usciti.
Tu sei solo un idiota conformista che si gratifica nel giudicare e condannare gli altri.

E questa era solo la mia opinione.
Un saluto ed un abbraccio a tutti voi: tabagisti e non, bevitori ed astemi, grassi e magri, omo ed etero.
Auguro di cuore a tutti voi un buon proseguimento in questo bellissimo e stupido viaggio che si chiama vita. Ciao e alla prossima!


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