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Fratelli Americani

2011-10-10

Cari fratelli Americani,

ieri, Lunedì 3 Ottobre 2011, in Italia, la cittadina americana Amanda Knox è stata assolta per il caso dell'omicidio di Meredith Kercher.

Spero con tutto il cuore che la giustizia umana sia riuscita a vedere la verità, e che la famiglia di Amanda possa riabbracciare una persona libera ed innocente.

Amanda è stata sfortunata nell'essere coinvolta in questa terribile faccenda. Ha anche commesso degli errori, forse dovuti a paura ed ingenuità, ad esempio accusando Patrick Lumumba. Comunque ha già pagato anche per questi errori con la sua permanenza in carcere.

Il 14 Settembre 2000, nello Stato della Virgina, fu invece ucciso Derek Rocco Barnabei, cittadino americano di origine italiana. Anche in quel caso si trattava di un omicidio, si cercarono prove e moventi, ci furono discussioni e prese di posizione.

Quello che mi colpì particolarmente furono alcuni "indizi" della colpevolezza di Barnabei che furono enunciati. Si disse che era un dongiovanni misogino, e sopratutto uno Yankee. Emerse un quadro per certi versi preoccupante sul modo di concepire la giustizia in quello Stato, e l'impressione che contasse solo trovare un colpevole e mandare il forestiero al patibolo più in fretta possibile.

So che il giudizio umano sbaglia, e che le nostre impressioni sono spesso influenzate dalla situazione e dal pregiudizio più di quanto vorremmo, e di quanto ammettiamo a noi stessi. Persino su quella graziosa ragazza, Amanda, si sentiva qualche voce calunniosa. Dicevano che era una ragazza perversa e crudele che stregava le persone con il sesso. L'attenzione mediatica e la passione di molti per le storie morbose contribuivano a gettare su di lei queste ombre.

Parlando di ragazze americane non posso che citare la mia esperienza. Vivendo a Firenze ho avuto molte occasioni di contatto con loro. Me ne ricordo ad esempio due, giovani e carine, che ballavano nella pista di una discoteca. Avevano bevuto qualche cocktail, e durante le loro evoluzioni perdettero portafoglio e telefonino per terra. Io raccolsi il portafoglio, un mio amico il telefonino, rimettendoci anche la pila che si era staccata. Penso che non si siano neanche accorte di noi. Difatti quando passammo davanti a loro più tardi, davanti al guardaroba, gli chiesi se andava tutto bene. Mi risposero in modo brusco dicendo che volevano stare per conto loro. Evidentemente si erano reseconto del loro stato ed erano spaventate.

Mi fecero tenerezza. Chissà oggi dove sono, probabilmente saranno cresciute e tornate negli Stati Uniti. E tante altre, negli anni, sono arrivate qui. E altre continueranno ad arrivare. Perchè in fondo qui si sta bene. E soprattutto, nessuno ti condanna a morte.


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